La resa del tuo sito web? Scoprila!

La resa del tuo sito web? Scoprila!

Oggi parliamo di risultati. E tocchiamo un punto dolente, molto dolente, perchè spesso, spessissimo ci troviamo di fronte ad aziende che spendono anche budget importanti per il sito, per il posizionamento, per la gestione dei social network, per contenuti di alto livello… salvo poi non sapere nulla, o quasi, di quanto questo budget stia effettivamente producendo.

Risultato non significa nuovo cliente

Quasi sempre l’unico dato che il cliente conosce bene è il numero di effettivi clienti che il sito ha generato: sì, avete capito bene, di clienti, non di opportunità o di potenziali clienti… In realtà è evidente che, a meno che non si tratti di un e-commerce, un sito web non può da solo generare nuovi acquirenti dei vostri prodotti o servizi, ma può solo mettervi in contatto con loro: sta poi a voi giocarvela. Ma è molto meno evidente, nella maggior parte dei casi, il come un semplice visitatore possa trasformarsi in un prospect: è un percorso lungo, all’inizio poco soddisfacente, ma con il tempo sempre più chiaro e segnalato, perchè si impara dagli errori e dai successi, anche “spiando” la concorrenza.

Ed allora introduciamo l’argomento monitoraggio: monitorate il vostro sito web per capire come sta andando e cosa sta producendo. Lo strumento è conosciuto, credo, a tutti voi: Google Analitycs, che in abbinamento a Google Search Console può produrre una mole significativa di dati. Esiste chiaramente una quantità industriale di software e servizi in grado di approfondire tali dati (fino a studiare e registrare le sessioni di ogni singolo utente!), ma come sempre vogliamo iniziare con concetti semplici e comprensibili a chiunque.

I 4 parametri dai quali iniziare

Cominciamo quindi a identificare i 4 valori che, inizialmente, possono fornirvi indicazioni di una certa importanza

  • numero di visitatori
  • frequenza di rimbalzo
  • numero di visitatori di ritorno
  • numero di pagine viste per utente

Perchè proprio questi 4 fra centinaia di valori ed analisi disponibili su GA? Beh, intanto perchè stiamo rimanendo sul semplice… Ma fondamentalmente perchè sono facilmente leggibili in brevissimo tempo e possono subito farti capire se c’è qualcosa di grossolano che non sta funzionando.

Numero di visitatori
Di fatto, ti dice quanti utenti stanno accedendo al tuo sito web. Attenzione: il dato da solo è poco significativo quando il totale delle visite è basso (< 1.000/mese), perchè è molto “sporcato” da falsi bot, referral, ecc… Tuttavia, se chi gestisce il sito è in grado di isolare tale traffico (e quindi non conteggiarlo) unitamente a quello provocato dalla tua rete interna, può comunque acquisire maggiore valenza. Ma non bisogna soffermarsi sul valore in sè, quanto sulla sua variazione nel corso del tempo: valori in crescita dimostrano che stai operando comunque in un modo corretto, o quanto meno senza grossi errori in termini di posizionamento, diffusione dei contenuti e tempi di risposta del sito.

Frequenza di rimbalzo
E’ la percentuale di utenti da sottrarre al valore di cui sopra, al fine di conoscere il reale numero di persone che ha visionato più di una pagina del tuo sito o ha comunque generato un evento (click su email, telefono, download ecc…). E’ evidente che un’alta percentuale di rimbalzo è sintomo di un’errata strategia SEO (salvo problemi di performance del sito): se il target al quale mi rivolgo è sbagliato, o se il modo con il quale mi propongo su Google è fuorviante e non rispecchia i contenuti reali della pagina, ecco che l’utente cambierà subito destinazione senza visionare ulteriori pagine o cliccare alcunchè. Attenzione però: oggi proliferano i siti one page, in tal caso sarebbe opportuno intervenire sul codice di Analitycs per settare un tempo minimo superato il quale non viene più conteggiato il “rimbalzo”. Ma sono configurazioni che al momento non tratteremo, basti sapere che se il tuo sito è multi pagina e un visitatore si limita a quella di ingresso… beh, qualcosa non va. E’ molto difficile determinare quale sia una FDR (chiamata anche Bounce Rate) adeguata, perchè dipende davvero da moltissimi fattori: solitamente, una percentuale inferiore al 70% è da considerarsi non negativa. Attenzione: ricordatevi che il bounce rate influenzerà il vostro posizionamento SEO! (per maggiori info: http://goo.gl/sR5qxI).

Visitatori di ritorno
Questo è un dato molto semplice da leggere, ma che spesso viene (erroneamente) quasi ignorato. Ebbene, il ragionamento da fare è il seguente: quante volte acquistate su un sito e-commerce alla prima visita? Quante volte contattate un’azienda, fornitore o altro, la prima volta che ne conoscete l’esistenza? Poche. Quasi senza accorgercene, se qualcosa ci interessa lo guardiamo una seconda, una terza, una quarta volta… Facciamo le nostre analisi, i nostri confronti, salvo poi tornare sui nostri passi e tirare le somme. Bene, se un visitatore ritorna sul vostro sito, è perchè in qualche modo siete riusciti a comunicargli qualcosa. Quindi il rapporto tra visitatori di ritorno e visitatori unici deve essere il più alto possibile, e quando lo è solitamente significa che il sito sta raggiungendo, almeno in parte, i suoi obiettivi.

Numero di pagine viste per utente
Appurato che, se la visita non si è trasformata in rimbalzo, l’utente ha visionato almeno una seconda pagina del sito (ed ha quindi interagito con esso), è abbastanza intuitivo ragionare in termini di coinvolgimento: quante pagine ha guardato? Quanti contenuti hanno destato il suo interesse? Noi riteniamo che questo parametro restituisca informazioni più accurate rispetto al tempo medio di permanenza, perchè nel secondo caso vado ad analizzare un dato che è influenzato anche da coloro i quali tengono la pagina aperta sul browser senza dedicarvi attenzione (stanno facendo qualcos’altro, hanno aperto un altro sito, ecc…). Tuttavia, è altresì vero che se un visitatore si mette a sfogliare il sito come se fosse un catalogo senza realmente dedicarvi attenzione, hai comunque un elemento di valutazione poco significativo. Non è un caso molto frequente, ma accade… Ecco quindi che una corretta lettura dei dati dovrebbe tener conto sì del numero di pagine per utente, ma solo laddove la durata complessiva della visita sia al di sopra di un valore minimo (da stabilire sulla base del numero di pagine e della quantità di contenuti pubblicata).

Anche stavolta l’obiettivo era quello di fornirvi i primi elementi di una corretta lettura dei dati rilevabili sul vostro sito web, nelle prossime settimane approfondiremo con argomenti quali la provenienza delle visite, la tipologia di utente e gli eventi generati… nel frattempo, sempre a disposizione per approfondimenti… info@websenior.it


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